HIV: IL TAGLIO DEGLI INVESTIMENTI STATUNITENSI DETERMINEREBBE PIÙ DI 500.000 NUOVI CASI E 1.6 MILIONI DI MORTI IN 10 ANNI

Il 28 agosto l’agenzia Reuters ha pubblicato l’analisi delle possibili conseguenze della riduzione – circa un terzo – degli aiuti economici destinati all’estero per i programmi di prevenzione e trattamento dell’HIV.

Uno studio, realizzato dalla Dr. Rochelle Walensky, ricercatrice di malattie infettive alla Harvard Medical School e Massachusetts General Hospital di Boston, ha valutato l’impatto potenziale dei tagli economici statunitensi sull’impegno globale nel combattere l’HIV. Lo studio, basato sul confronto tra gli standard attuali e ciò che potrebbe accadere, ha evidenziato come la contrazione degli investimenti USA non determinerebbe una reale riduzione dei costi nel lungo periodo. I risultati infatti evidenziano un aumento dei tassi di mortalità e del numero delle nuove infezioni, con il conseguente incremento della spesa sanitaria per il trattamento delle persone con HIV.

I ricercatori si sono concentrati su dati riguardanti la Repubblica Sudafricana e la Costa d’Avorio. In Sudafrica, le riduzioni potrebbero determinare più di 500.000 nuovi casi di HIV e più di 1.6 milioni di morti entro il prossimo decennio ed in Costa d’Avorio produrrebbe un aumento dei costi per il trattamento dei sieropositivi.

Molti esperti hanno espresso preoccupazione per le conseguenze della proposta statunitense.

Arleen Leibowitz, ricercatrice di politica pubblica presso l’Università della California, Los Angeles, ha affermato che “Il trattamento antiretrovirale precoce ha un duplice beneficio: migliora la salute e la sopravvivenza delle persone con HIV e ne riduce la trasmissione. Questo, a sua volta, ridurrà i costi a lungo termine”.

“Se i pazienti infettati iniziano rapidamente i farmaci antiretrovirali, possono diventare non contagiosi entro due o tre mesi. La diminuzione del numero di infezioni crea un minor utilizzo delle cliniche, dei servizi di emergenza e del servizio ospedaliero, risparmiando così denaro” ha affermato il dottor Eric Goosby dell’Università della California, School of Medicine di San Francisco.

“La riduzione degli investimenti nell’HIV potrebbe invertire gli straordinari vantaggi raggiunti in termini di vite salvate e riduzione delle nuove infezioni da HIV” ha affermato Diane Havlir, presidente del comitato consultivo per la scienza e la tecnologia del Programma delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV (UNAIDS).

di Debora Zucca

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