L’IMPATTO DELL’URBANIZZAZIONE SULLA MALNUTRIZIONE

25 settembre 2017 – In un articolo di Inter Press Service news viene analizzato il crescente impatto che la rapida urbanizzazione e la migrazione dalle zone rurali a quelle urbane, hanno sulla malnutrizione. Un bambino denutrito su tre sotto i cinque anni, dei 155 milioni in tutto il mondo, ora vive in città.

Il Global Land Report 2017 riporta che in 30 anni (a partire dal 2000) la popolazione nelle città raddoppierà e la superficie urbana andrà a triplicarsi, aumentando di 1,2 milioni di chilometri quadrati. La relazione riferisce inoltre che in Asia e in Africa quasi il 90% della popolazione vivrà in zone urbane e le modifiche più drammatiche sono previste nel continente asiatico.

La migrazione dalle comunità rurali alle città è attualmente dovuta al deterioramento della produttività del territorio, all’accentuarsi degli impatti dei cambiamenti climatici, ai conflitti e all’insicurezza alimentare, alla povertà e alla mancanza di opportunità di sostentamento.

Tutto ciò ha un forte impatto sulla nutrizione, determinando un cambiamento sia sul tipo, sulla quantità e sulla qualità del cibo consumato, che sugli stili di vita delle persone.

Come riportato da Stato della sicurezza alimentare e della nutrizione nel mondo, l’ultimo report dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il 2016 ha visto un aumento di denutriti cronici, arrivando a contare 815 milioni di persone. La relazione rileva come la crescente insicurezza alimentare sia associata ai conflitti ed è spesso aggravata dai disastri naturali. Questi due fattori, sono ad oggi le cause principali di migrazione e probabilmente continueranno ad esserlo in futuro, se non verranno intraprese misure idonee e azioni multisettoriali.

Va menzionato inoltre un’altra conseguenza della migrazione dalle zone rurali a quelle urbane, il passaggio degli agricoltori rurali dall’essere produttori alimentari a consumatori. Questi se precedentemente erano coltivatori esclusivi, prima per i propri bisogni personali e poi per vendere alle catene alimentari urbane, oggi sono costretti a migrare e vivere in una struttura economica cittadina dove la sicurezza di cibo deriva esclusivamente dall’accesso al denaro.

Gli studi dimostrano che le famiglie povere nei contesti urbani, in molti paesi in via di sviluppo, spendono oltre la metà dei loro guadagni in prodotti alimentari. Inoltre, anche se in città il cibo è disponibile tutto l’anno, un numero crescente di poveri urbani affronta una lotta quotidiana alla malnutrizione, spesso associata alle fluttuazioni dei prezzi degli alimenti.

B.A.

 

Foto: Railway Market, Thailand. ©Alessandro Froio

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