L’EMERGENZA ROHINGYA: DOPO L’ESODO DALLA VIOLENZA, LA SOPRAVVIVENZA DALLA FAME

Dal 25 Agosto, più di mezzo milione di persone di etnia Rohingya, in fuga dalle violenti repressioni subite in Birmania, hanno attraversato il confine del Bangladesh.

Da un articolo dell’Indipendent, più della metà dei rifugiati soffre di malnutrizione, di cui 50.000 sono donne in gravidanza e allattamento, e 145.000 sono bambini al di sotto dei 5 anni di età.
In accordo con il Disasters Emergency Committee, almeno 14.000 bambini sono severamente malnutriti (SAM).

Sebbene siano stati istituiti dei campi profughi, l’afflusso ininterrotto e le terribili condizioni in cui versano i rifugiati, stanno mettendo a dura prova la risposta umanitaria.
“Il flusso di persone è rapido e travolgente, e aggrava un paese che già sta lottando per gestire i propri bisogni di sviluppo”, afferma Steve Taravella, portavoce del World Food Programme.

A incrementare i tassi di malnutrizione, non vi è solo l’insufficiente apporto calorico, ma anche le frequenti infezioni intestinali, causate dalle inesistenti condizioni igieniche, che provocano gravi diarree con conseguente disidratazione.
Un’altra grande sfida è rappresentata dalla stagione monsonica che, allagando le latrine e inondando i campi, costituisce una via facile per la dispersione delle infezioni.

 

L’etnia musulmana Rohingya, da decenni sta subendo discriminazioni e persecuzioni da parte della popolazione birmana, di maggioranza buddista.
La crisi attuale è scoppiata da quando un gruppo ribelle Rohingya ha attaccato i seggi di polizia nello stato di Rakhine, uccidendo una dozzina di personale di sicurezza.
Questo affronto ha indotto la milizia birmana a iniziare “un’operazione di pulizia” nei confronti dei ribelli, ponendo in atto un’ondata di violenza che ha provocato centinaia di morti, migliaia di case bruciate e ha condotto all’esodo di massa.

Ad oggi, è necessaria un’immediata risposta dalla comunità internazionale, per supportare una delle più gravi emergenze umanitarie a cui stiamo assistendo.

 

B.F.

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