#PESTE. DI MANZONIANA MEMORIA, MA IN MADAGASCAR L’EPIDEMIA E’ ANCORA IN CORSO

30 ottobre 2017 – Il Madagascar continua ad essere afflitto da una pesante crisi sanitaria, determinata dalla diffusione della peste polmonare.

Il sito di social network care2 ha  pubblicato nei giorni scorsi un aggiornamento sulla diffusione dell’infezione nel paese dove, da agosto, 124 persone sono morte ed altre 1,192 hanno contratto l’infezione. Delle persone contagiate circa 70  presentavano la peste bubbonica- trasmessa attraverso la puntura di pulci o ratti infetti-  ma a preoccupare le autorità sanitarie è soprattutto l’infezione pneumonica.

La peste pneumonica è considerata la forma più aggressiva della malattia in quanto può diffondersi per via aerea attraverso il contatto tra persona e persona.  Il tempo di incubazione è molto breve – circa 24 ore nella maggior parte dei casi – e se non curata è sempre fatale.

Stephane Michaud, direttore delle emergenze della Croce Rossa canadese, ha dichiarato a  The Globe and Mail  che la situazione è sotto controllo: “Per ora siamo in grado di gestire gli aspetti clinico legati alla peste e lo sforzo principale è, a livello comunitario, quello di prevenire l’ulteriore diffusione della malattia “.

Cauto ottimismo è stato espresso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OSM) che sul suo sito dichiara che il rischio di diffusione internazionale della peste appare molto basso.  La peste è una malattia endemica in Madagascar e casi (prevalentemente la peste bubbonica) sono riportati quasi ogni anno, durante la stagione epidemica (da settembre a aprile). Tuttavia, la diffusione di peste pneumonica in corso è stata segnalata in una zona solitamente non endemica e, per la prima volta, in città densamente popolate.

Antananarivo e Toamasina, le due maggiori città del Madagascar, hanno sperimentato la più grande concentrazione di infezioni fino ad oggi. Le aree urbane densamente popolate presentano una sfida per gli sforzi di controllo delle malattie a causa della difficoltà ad isolare le infezioni. Inoltre, le città tendono ad avere più persone in viaggio verso altre regioni, aumentando ulteriormente il rischio che la piaga polmonare si diffonda oltre il Madagascar.

La peste è un’infezione trattabile con antibiotici e circa 780 persone sono già state curate. Sei dei distretti colpiti in Madagascar non hanno riportato casi di contagio per almeno 15 giorni e ciò significa che il rischio di nuovi contagi, in queste regioni, è sotto controllo.

Nonostante il numero insolitamente alto di infezioni riscontrato quest’ anno, il comportamento dell’epidemia si sta muovendo in modo analogo a quanto osservato negli anni precedenti. Il contenimento della diffusione fa dunque sperare che l’emergenza si possa risolvere rapidamente.

Fondamentale – al fine di garantire che le autorità sanitarie del Madagascar abbiano gli strumenti necessari – è l’aiuto internazionale. Un appello globale per altri 5,5 milioni di dollari è in corso così da poter finanziare centri sanitari e garantire la  distribuzione degli antibiotici.

D.Z

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