#G7: L’APPELLO DELLA #FAO SU FAME MONDIALE E SICUREZZA ALIMENTARE

6/11/2017 – Si chiudono oggi a Milano i lavori del G7 Salute, l’incontro dei ministri della salute degli stati del G7. Durante l’incontro, Graziano da Silva, presidente della FAO, ha tenuto un discorso sulla necessità di trasformare il nostro sistema alimentare.

La FAO – Food and Agriculture Organization – è un’agenzia delle Nazioni Unite nata con lo scopo di migliorare i livelli di nutrizione su scala mondiale. Per la FAO questa è stata la prima storica partecipazione ad un vertice G7 e un’importante occasione per rivolgersi direttamente ai ministri della salute dei sette paesi partecipanti: Canada, Francia, Germania, Italia, USA, Regno Unito e Giappone.

Circa un terzo della popolazione mondiale è malnutrito, ha detto Graziano da Silva, e, se non si adottano misure urgenti, lo diventerà la metà entro il 2030. Soprattutto a causa dei cambiamenti climatici e della guerra, la denutrizione cronica è in aumento per la prima volta in dieci anni, e più di 2 miliardi di persone soffrono della carenza di almeno un micronutriente. Nel Nord del mondo, invece, 1 milardo e 900 mila persone sono sovrappeso, di cui 600 milioni soffrono di obesità.

Occorre agire su ogni passo della catena alimentare, dalla produzione alla tavola, evitando cibi congelati o processati. Per fortuna, molte città del mondo stanno acquisendo consapevolezza dell’importanza della produzione locale e degli alimenti freschi.

Oltre al tema della malnutrizione, Graziano Da Silva ha parlato anche della lotta, da parte della FAO e dell’OMS, contro la minaccia crescente delle zoonosi e delle antibiotico-resistenze.

Le zoonosi, cioè le malattie infettive trasmissibili dagli animali all’uomo, rappresentano un tema sempre più rilevante nel contesto della salute globale e della sicurezza alimentare: basti pensare all’epidemia di Ebola del 2014 e ai recenti focolai di influenza aviaria.

Anche le antibiotico-resistenze costituiscono un tema di assoluta importanza per la FAO. Gli antibiotici, infatti, sono largamente utilizzati nell’allevamento e nell’agricoltura. È stato simato che circa il 70% della quantità totale di antibiotici usati negli USA nel 2001 fosse destinato al trattamento non terapeutico del bestiame. La FAO ha sviluppato un piano d’azione quinquennale per combattere le antibiotico-resistenze, attraverso il controllo e la regolazione degli antibiotici usati in allevamento, acquacoltura e agricoltura.

Garantire un’adeguata sicurezza alimentare, ha detto infine Graziano Da Silva, è essenziale non solo per la salute pubblica, ma anche per il commercio e l’economia.

M.A.

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