LA PACE E’ IMPOSSIBILE SENZA SICUREZZA ALIMENTARE E NON CI SARA’ SICUREZZA ALIMENTARE SENZA PACE

13/11/2017 In occasione del simposio internazionale “Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per un disarmo integrale”, tenutosi a Roma il 10 e 11 novembre, Papa Francesco ha parlato delle reali priorità dell’umanità – lotta alla povertà, promozione della pace, realizzazione di progetti educativi, ecologici e sanitari, diritti umani – e di come queste siano troppo spesso relegate in secondo piano dalle ingenti spese militari sostenute da molti governi.

“Le armi di distruzione di massa, in particolare le armi nucleari, non creano nulla più che una falsa sensazione di sicurezza. Non possono costituire la base per una convivenza pacifica tra i membri della famiglia umana, che deve ispirarsi a un’etica di solidarietà” ha dichiarato il pontefice.

Tra i partecipanti all’evento, undici premi Nobel per la Pace, alcuni dei quali collaborano con la FAO in un gruppo che affronta il doppio problema della fame e della violenza nel mondo, promuovendo sviluppo sostenibile e resilienza.

“Liberare il mondo dalla fame è essenziale se vogliamo costruire una pace duratura” ha affermato il Direttore delle Comunicazione della FAO, Enrique Yeves.

La fame nel mondo, dopo oltre un decennio di costante declino, sta ora nuovamente aumentando. Nel 2016, oltre 800 milioni di persone – l’11% della popolazione mondiale – hanno sofferto a causa di insufficiente apporto alimentare. Nello stesso tempo, molteplici forme di malnutrizione minacciano la salute di milioni di persone in tutto il mondo. L’aumento riscontrato rispetto al 2015 – circa 38 milioni di persone in più – si deve soprattutto alla proliferazione dei conflitti armati e al cambiamento climatico, secondo i dati della FAO.

“Così come i conflitti portano alla fame, la fame genera conflitti” ha affermato Yeves. La pace è dunque un requisito per raggiungere una condizione di sicurezza alimentare e per porre fine a questo circolo vizioso. Yeves ha inoltre sottolineato come 489 degli 815 milioni di persone colpite da insicurezza alimentare e malnutrizione vivano in paesi interessati da conflitti. Il 75% di essi dipende da agricoltura e risorse naturali: pertanto, in situazioni di conflitto, agricoltura e sicurezza alimentare possono rappresentare uno strumento per ridar vita alle famiglie e alle comunità, favorendo la ripresa.

L.D.

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