#EB142: GARANTIRE LA COPERTURA SANITARIA UNIVERSALE AD UN MILIARDO DI PERSONE IN PIU’

28 gennaio, Ginevra – Si è chiusa ieri la 142 sessione dell’Executive Board (EB) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L’EB è formato da 34 membri tecnicamente qualificati nell’area della sanità, eletti per un termine di tre anni da altrettanti Stati indicati dall’Assemblea. Si riunisce almeno due volte all’anno (a gennaio e a maggio) e la sua funzione principale è quella di rendere operative le decisioni prese dell’Assemblea Mondiale della Sanità, oltre alla preparazione dell’agenda dell’Assemblea stessa1.

In questa sessione dell’EB molte sono state le tematiche trattate: si è parlato di malattie non trasmissibili e di tubercolosi, due argomenti che quest’anno verranno portati all’attenzione dei leader politici mondiali, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. E’ stata inoltre ribadita l’importanza delle cure primarie orientate verso l’individuo, come base per ottenere la copertura sanitaria universale. A 40 anni di distanza dalla Dichiarazione di Alma Ata – che indicava proprio le cure primarie come strategia essenziale per raggiungere l’obiettivo «salute per tutti entro l’anno 2000» – il direttore Tedros ha rimarcato il fatto che almeno metà della popolazione mondiale continua a non aver accesso ai servizi sanitari essenziali.

Si è parlato anche di ambiente e cambiamento climatico e di programmi per la riduzione delle spese sanitarie “out-of-pocket”, per colpa delle quali 100 milioni di persone finiscono in povertà ogni anno.

Al termine dell’incontro di ieri, Tedros ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Un enorme ringraziamento all’Executive Board dell’OMS per aver deciso di portare avanti il nostro piano strategico quinquennale […] Un miliardo di persone in più con la copertura sanitaria. Un miliardo di persone messe al riparo dalle epidemie. Un miliardo di persone più sane”.

N.R. e L.D.

 

1 Missoni, E., & Pacileo, G. (2005). Elementi di salute globale. Globalizzazzione, politiche sanitarie e salute umana. Milano: FrancoAngeli.

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