#OBESITA’ – LE INIZIATIVE DEI GOVERNI TROPPO POCO INCISIVE

12 Febbraio – Se continueranno le tendenze attuali, entro il 2030 quasi la metà della popolazione mondiale sarà in sovrappeso o obesa. In un recente articolo sul The Guardian le strategie del governo Inglese per contrastare quest’epidemia vengono definite poco incisive e senza audacia.

Globalmente si contano 124 milioni di bambini obesi, un aumento di oltre dieci volte in 40 anni. Di questi, più di un milione vive nel Regno Unito, che ha i peggiori tassi di obesità dell’Europa occidentale – con quattro bambini su cinque che diventeranno adulti obesi.

Le cause dell’”epidemia” di obesità sono molteplici e complesse. Viviamo in un ambiente obesogenico, la TV e gli smartphone ne sono coprotagonisti, così come le merendine, le bibite zuccherate e il costo elevato della frutta e verdura, spesso inaccessibili. Paradossalmente è più economico comprare ciambelle piuttosto che mele.

L’obesità è così diventata un problema sociale. L’amministratore delegato del Servizio Sanitario Nazionale inglese, Simon Stevens, ha dichiarato che l’obesità potrebbe mandare in bancarotta il servizio sanitario. Eppure la risposta del governo inglese alla problematica è stata modesta e inadeguata. Infatti, nonostante la nuova tassa sulle bevande zuccherate – che entrerà in vigore quest’anno – non sono state adottate restrizioni sul marketing o sulla pubblicità dei cibi spazzatura.

Altri paesi sono stati molto più audaci nell’affrontare la situazione. In America Latina, i governi hanno costretto le aziende a rimuovere i personaggi dei cartoni animati dalle scatole di cereali, hanno imposto tasse sugli alimenti spazzatura e ordinato alle scuole di sostituire i prodotti salati e derivati ​​con la frutta e la verdura. Regole più severe rimodellano le percezioni e le decisioni dei consumatori. E così facendo, possono anche spingere le aziende a cambiare prodotti.

Un divieto sulla pubblicità del cibo spazzatura è atteso da tempo. Dovrebbe essere integrato da un divieto di promozione e riduzione di prezzo per alcuni prodotti, come ha sollecitato Action on Sugar lo scorso mese. Inoltre, la tassa sulle bevande zuccherate potrebbe essere estesa ai prodotti alimentari, e convogliare i ricavi i in iniziative che rendono frutta e verdura più accessibili e allettanti per i consumatori.

B.A.

 

 

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