#NIGERIA – LA RESILIENZA COMBATTE L’EPIDEMIA LASSA

 

Ci sono storie con finali tragici.
Poi ci sono storie, in cui il protagonista, in questo caso un paese, la Nigeria, si rialza con professionalità e capacità.
Un interessante articolo di Nature racconta la forte resilienza del paese.

In Nigeria, da gennaio di quest’anno, una nuova aggressiva epidemia del virus Lassa ha colpito più di 365 persone, causando 81 vittime.

Nel non lontano 2014, il paese fu colpito dall’epidemia del virus Ebola.
D’allora, con ancora un forte ricordo per le vittime dell’Africa occidentale, la Nigeria ha implementato le forze e le competenze nella ricerca e nella sorveglianza epidemiologica. Il Nigeria Center for Disease Control (NCDC) è cresciuto esponenzialmente, passando da 30 medici nel 2011, a 130 epidemiologi, microbiologi e altri specialisti oggi. Grandi sono anche gli sforzi nell’implementazione di strumenti diagnostici e tecniche di laboratorio, per contrastare l’attuale minaccia, e per prepararsi al futuro.

Dal 2016, il Dr Ihekweazu ha assunto l’incarico di guida dell’NCDC.
Convinse dapprima la classe politica a concedere più autonomia all’agenzia, rendendo più fluide ed efficaci le comunicazioni di rischio infettivo con il governo. Per educare la popolazione al riconoscimento dei sintomi e per la promozione della salute e prevenzione, l’Agenzia oggi utilizza la televisione, la radio e i social media.
“Non siamo dove vogliamo essere, ma siamo molto più avanti rispetto a dove eravamo”, afferma Ihekweazu.

L’attuale epidemia di Lassa Virus fa parte del gruppo delle febbri emorragiche virali (Fev), caratterizzate da esordio improvviso, acuto e spesso accompagnate da manifestazioni emorragiche. Il virus si trasmette all’uomo attraverso il contatto con animali infetti (escrementi di roditori o tramite aerosol di escrementi e saliva dei roditori) o artropodi vettori. Può avvenire la trasmissione da uomo a uomo, per contatto diretto con sangue, tessuti, secrezioni o escreti di persone infette. 

Il NCDC sta costruendo infrastrutture e sistemi a lungo termine per rispondere a quest’epidemia e a quelle che verranno. I membri del personale stanno monitorando casi sospetti e potenziali utilizzando un software chiamato SORMAS, che funziona su tablet PC e smartphone, sviluppato in risposta al metodo poco efficace di penna e carta utilizzato per tracciare Ebola.

Eppure il NCDC deve ancora affrontare alcune sfide significative. Molti stati nigeriani non hanno strutture per diagnosticare rapidamente malattie come Lassa ed Ebola, rendendo più difficile per l’agenzia di salute pubblica notificare e contrastare gli outbreak sin dall’inizio.

“A volte le cose devono peggiorare prima di migliorare”, afferma l’epidemiologo Richard Garfield, “praticamente tutto quello che abbiamo fatto in epidemiologia è stato in risposta a un problema che non sapevamo come gestire”.

 

B.F.

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