#AGAINST RACISM: IL VALORE DELLA DIFFERENZA

22 marzo – Il fatto che due persone gemelle non siano così del tutto simili è cosa nota.
Ma che possano avere due colori di pelle diversi forse è meno risaputo.
La storia delle gemelle Biggs raccontata da Patricia Edmonds e pubblicata in un articolo della rivista National Geographic ce lo dimostra.

Millie Marcia Madge Biggs e Marcia Millie Madge Biggs sono due gemelle nate il 3 luglio 2006 da una coppia cosiddetta biracial: la madre Amanda è inglese e il padre di origine giamaicana.
Il loro diverso colore di pelle, il quale è spesso fonte di stupore tra le persone che scambiano le gemelle per due amiche, è legato ad una questione genetica.

Come spiega Martin Note, assegnista di ricerca presso il Broad Institute di Cambridge in Massachusetts, quando una coppia biracial ha dei gemelli, i tratti che emergono in ogni bambino dipendono da numerose variabili quali il luogo di nascita degli antenati e la complessa genetica del pigmento.
Riportando quanto affermato da Note, è doveroso sottolineare che il colore della pelle “non è una caratteristica bivariata” con solo due possibilità, ma si può descrivere come uno spettro con tante e diverse sfumature.
Secondo Note, infatti, “il colore della pelle è una caratteristica quantitativa e ognuno ha un certo gradiente all’interno di questo spettro”.
Con lo studio sempre più accurato della genetica umana si può arrivare ad affermare che tutta l’idea di “razza” (termine oggi desueto, e sostituito da “etnia”) di fatto sia un’invenzione umana.
Le differenze visibili oggi tra i popoli non sono altro che il risultato di migrazioni, selezione naturale, mutazioni genetiche, isolamento di alcune e incroci di altre popolazioni.
Non sono quindi differenze “razziali”, in quanto il concetto stesso di “razza” è privo di basi scientifiche.

Nonostante ciò, nel corso della storia si è ripetutamente fatto ricorso a quest’ultima, essendo stata usata come linea fondamentale di divisione del mondo e ancora oggi continua spesso a svolgere tale funzione.
A distanza di quasi cinquant’anni dall’assassinio di Martin Luther King jr., emblema della lotta contro le discriminazioni a danno delle persone di colore, ancora oggi persistono focolai di odio e purtroppo ne nascono di nuovi.

Non dimentichiamoci dunque che nelle relazioni umane “le guerre continueranno ad esistere se il colore della pelle è più importante di quello degli occhi” (Bob Marley).

LG

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