#ENERGY DRINK: UNA BATTAGLIA ANCORA IN CORSO

23 luglio – Da un recente articolo pubblicato sulla rivista “The Guardian” emerge che nel Regno Unito un numero sempre più elevato di giovani è un assiduo bevitore delle sostanze analcoliche classificate come energy drinks. Essi sono inconsapevoli dei rischi che corrono nell’assumerle a causa dei numerosi danni che queste provocano alla salute.
Nel Regno Unito il consumo di energy drinks è il più alto in Europa.
La prima bevanda energetica comparsa sul mercato fu quella del marchio Red Bull. Lanciata nel 1994 come una bevanda legale ed economica utile “per fare le ore piccole”,vede ora nuovi potenziali competitors rappresentati dai marchi Monster Energy, Rockstar, Emerge.
Il fenomeno più preoccupante connesso al consumo di tali bevande è dato dalla progressiva crescita del numero di bambini che ne fanno un uso regolare e costante.
Secondo una ricerca della European Food Safety Authority (EFSA), infatti, due terzi dei giovani tra i dieci e i sedici anni consuma regolarmente energy drinks, mentre il 18% dei bevitori ha un’età compresa tra i tre e i dieci anni.

Gli energy drinks sono classificati come dei soft drinks e dovrebbero contenere 150 mg di caffeina per litro. Tuttavia alcuni marchi, compresi Monster, Rockstar e Red bull, contengono più del doppio del quantitativo previsto. Oltre al dosaggio elevato di caffeina, gli energy drinks contengono una grande quantità di zucchero utile per rendere appetibile il gusto.
Come afferma Amelia Lake, esperta di nutrizione della Teeside University e coautrice di uno studio che ha visto coinvolti molti studenti intervistati nelle scuole, con gusti così appetibili come frutti tropicali e mirtillo, gli energy drinks “are to coffee what alcopops are to vodka”.
Il consumo così elevato di energy drinks è dovuto principalmente al fatto che queste bevande hanno un prezzo molto accessibile: come riportano alcuni studenti intervistati, infatti, si possono comprare lattine di soft drinks ad un prezzo equivalente alla metà di quello di una lattina di coca-cola.
Come si può intervenire quindi rispetto al fenomeno? I principali provvedimenti da poco adottati riguardano il divieto di vendita nei supermercati di energy drinks a ragazzi di età inferiore ai 16 anni e nel campo delle telecomunicazioni un’attività di controllo degli spot pubblicitari che promuovono tali prodotti. La battaglia al consumo di energy drinks è per ora dunque ancora aperta.

LG

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