#NCDs – L’OMS NON HA DICHIARATO GUERRA ALL’AGROALIMENTARE ITALIANO

23 luglio – Di recente è stata diffusa la falsa notizia che l’Onu abbia etichettato alcuni prodotti alimentari italiani dannosi come il fumo di sigaretta. A riportare ciò sono state testate come Il Sole 24 ore, Il Corriere della Sera, Il Giornale.

Il Sole 24 Ore, in primis, ha pubblicato: “Il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, ma anche la pizza, il vino e l’olio d’oliva. Tutti rischiano di fare la fine delle sigarette: tassati, e con tanto di immagini raccapriccianti sulle confezioni per ricordare che «nuocciono gravemente alla salute”.

Anche il Giornale ha scritto un articolo dal titolo: “Il Parmigiano come il fumo”. L’assurda crociata dell’Oms che penalizza il made in Italy”.

Leggendo quanto sopra sembrerebbe che l’Onu, attraverso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), abbia deciso di dichiarare guerra ad alcuni prodotti italiani. Riportando anche una citazione mai detta dall’Onu che il Parmigiano, il prosciutto, l’olio e la pizza siano dannosi come il fumo e si starebbe pensando a tassazioni speciali e all’imposizione di etichette simili a quelle sulle sigarette.

Nonostante queste notizie non avessero alcuna base e riferimento specifico, hanno scatenato da subito l’indignazione di molti personaggi pubblici, come il ministro dell’Interno Matteo Salvini che in un post su Facebook ha scritto: “All’Onu sono matti, giù le mani dai prodotti italiani”. Anche il giornalista di La7 Luca Telese, su Twitter ha affermato: “l’Onu vuole imporre una tassa del 20% su olio, grana, parmigiano e prosciutto. Cibi salati e nocivi, – dicono – meglio la chimica. L’Onu vuole immagini di morte e malattia sui prodotti alimentari tipici, come sulle sigarette. Contro l’idiozia servono barricate.” Telese ha dichiarato di aver preso come fonte il Sole 24ore, dove si parla di questa tassa in via ipotetica e non come proposta dell’OMS. In aggiunta il ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio ha commentato la notizia, dicendo che “Se così fosse siamo alla pazzia pura. Ritengono che facciano bene alla salute prodotti come la Coca Cola o altri perché light e poi ci condannano il Parmigiano o altri prodotti dell’enogastronomia italiana. Su questo faremo una battaglia molto dura”.

La polemica mal interpretata è nata dalla pubblicazione dell’OMS di un rapporto intitolato “Time to deliver: report of the WHO Independent High-Level Commision on Noncommunicable Disease”. Il documento affronta il tema delle “non-communicable diseases”, “malattie non trasmissibili” (NCDs) – nello specifico malattie cardiovascolari, tumori, malattie croniche respiratorie, diabete. Le NCDs sono ogni anno la causa di morte di 41 milioni di persone globalmente, circa il 71% di tutte le morti.

Nel rapporto l’OMS suggerisce politiche di prevenzione, considerando che queste malattie sono infatti causate da molteplici fattori di rischio – genetici, ambientali e comportamentali (stili di vita, dieta) – e fornisce indicazioni e raccomandazioni per una dieta sana, senza però condannare alcun prodotto alimentare specifico.

Nel dettaglio l’OMS invita i governi a collaborare “con i produttori di bevande non alcoliche e cibo” per “l’etichettatura e la regolamentazione della commercializzazione di quei prodotti”; inoltre viene raccomandato di “limitare la commercializzazione di prodotti non salutari – contenenti una quantità eccessiva di zuccheri, sale, grassi saturi e trans – ai bambini”.

Infine il documento attesta che “incentivi e disincentivi fiscali dovrebbero essere presi in considerazione per favorire stili di vita salutari, promuovendo il consumo di prodotti sani e limitando la commercializzazione, la disponibilità e il consumo di prodotti non dannosi per la salute”.

Nel rapporto non viene quindi fatto alcun riferimento al cibo italiano né esplicitati paragoni di quest’ultimo al fumo. L’intento è di promuovere la prevenzione delle NCDs, in linea con l’obiettivo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile di ridurre di un terzo le morti premature causate dalle malattie non trasmissibili, attraverso il trattamento e la prevenzione.

Sono state quindi attribuite all’Onu dichiarazioni mai dette, che hanno generato confusione e tergiversazioni giornalistiche.

                                                                                                                        F.F.

 

 

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