#SALUTEMATERNOINFANTILE – E’ COSI’ FACILE MORIRE DI PARTO?

In un recente articolo, Liz Ford, giornalista del The Guardian, ci disegna un chiaro panorama odierno della mortalità materna, ancora oggi una delle maggiori sfide di salute globale.

Secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, sono oltre 300.000 le donne che annualmente muoiono di parto o in seguito a complicanze derivanti dalla gravidanza. Ciò equivale a circa 830 decessi ogni giorno, una ogni due minuti.

Le cause principali sono attribuibili a emorragie post parto, infezioni, eclampsia e aborto non sicuro. Tutte condizioni prevenibili e curabili, se solo tutte le donne potessero aver accesso alle cure mediche appropriate durante la gravidanza e il parto.

La maggior parte delle morti materne avviene nei paesi a basso e medio reddito, due terzi della totalità nell’Africa sub-sahariana, dove il tasso di mortalità materna è pari a 436 morti ogni 100.000 nati vivi, in netto contrasto con le cifre corrispondenti nei paesi ad alto reddito, pari a 12 decessi.

Nonostante questi numeri siano agghiaccianti, le cifre globali riflettono dei progressi – nel 1990 si sono registrati oltre 530.000 decessi, a confronto con i dati attuali assistiamo a una diminuzione del 44% in una sola generazione – ma non basta, siamo solo all’inizio.

In presenza di un alto tasso di mortalità, interventi relativamente semplici come sensibilizzare le donne sull’importanza di cercare assistenza medica durante la gravidanza e il parto e istruire gli operatori sanitari locali, porteranno a risultati immediati. “Qualsiasi intervento che porti le donne in un centro di salute a ricevere cure prenatali, informi le donne dell’importanza di cercare assistenza o riduca il numero di parti in casa, avrà un grande impatto. Ma raggiunti questi risultati c’è la necessità di incrementare interventi più specifici: personale specializzato, strumenti e tecnologie mediche appropriate. Questa prospettiva richiede grandi investimenti a lungo termine e impegno politico. Questa è una delle ragioni per cui il ritmo della diminuzione della mortalità materna sta rallentando “afferma Anneka Knutsson, capo dell’unità di salute sessuale e riproduttiva presso il fondo della popolazione delle Nazioni Unite (UNFPA).

Ma perché ancora questo alto tasso di mortalità materna? E’ così facile morire di parto?
Sussistono e coesistono una serie di concause radicate  nella povertà, nella disuguaglianza, nel non aver accesso a cure adeguate o accessibili e nel sessismo.

Senza un aiuto professionale, le donne partoriscono da sole o devono fare affidamento su parenti o guaritori tradizionali, mettendo le loro vite in grave pericolo in caso di complicazioni.

Milioni di donne non hanno ancora la possibilità di decidere quando o se vogliono sposarsi o avere figli. Nei paesi a basso reddito, circa 214 milioni di donne e ragazze tra 15 e 49 anni non usano nessuna forma moderna di contraccezione perché non sono in grado di accedervi o perché i loro partner o comunità disapprovano l’uso dei contraccettivi.

Molti paesi autorizzano l’aborto solo quando la vita delle donne è a rischio, mentre in altri ancora vige un divieto assoluto, nonostante le crescenti richieste di liberalizzazione. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che fino al 13% delle morti materne ogni anno siano attribuibili agli aborti non sicuri.

Se tutte le donne avessero il livello di cura raccomandato dall’OMS, le morti materne diminuirebbero di oltre il 60%, fino a circa 112.000 all’anno.

Al cospetto di questi numeri, che non rappresentano altro che giovani donne, gli aiuti diretti a programmi per la tutela della salute materna, negli ultimi anni, sono diminuiti di circa l’11%, da $ 4,4 miliardi nel 2013 a $ 3,9 miliardi lo scorso anno.

La riduzione della mortalità materna è uno tra gli obiettivi globali di sviluppo sostenibile, firmati nel 2015 dagli Stati membri delle Nazioni Unite.

B.F.

Un pensiero riguardo “#SALUTEMATERNOINFANTILE – E’ COSI’ FACILE MORIRE DI PARTO?

  • 24 ottobre 2018 in 8:42
    Permalink

    A tutt’ oggi non esiste una strategia mondiale per trattare questo spinoso problema..tantomeno i governi dei paesi in via di sviluppo hanno le risorse e la volontà di occuparsi delle donne…ancora poco considerate..il problema della contraccezione..è ostacolato in Primis dal sesso.maschile….
    Quando ci renderemo conto che la radice potrebbe essere una condizione privilegiata per le donne e per la vita umana..sarà tutto più umano…
    Grazie Beatrice per la riflessione mattutina..un po più fatti. Sarebbero auspicabili..
    Un medico italiano

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: