#MALATTIE INFETTIVE – DALL’ITALIA, DUE CHIACCHIERE CON IL DOTT. FRANCESCO PAOLO MARAGLINO

Sempre più spesso, anche in Italia, sentiamo parlare di malattie infettive o tropicali denominate con parole mai sentite prima, zanzare e insetti vettore.
Per maggior chiarezza del cittadino, la redazione di Saluteglobale.it ha incontrato il Dott. Francesco Paolo Maraglino, Direttore dell’Ufficio Prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale, del Ministero della Salute.

 

  1. West Nile o Febbre del Nilo Occidentale, una patologia infettiva da ormai decenni endemica anche in Nord Italia e in Europa. Alla luce degli ultimi focolai osservati in Europa, quali sono le misure di prevenzione adottate per la tutela dei cittadini?

 R: ogni anno il Ministero della Salute emana un Piano Nazionale integrato di sorveglianza e risposta al virus West Nile, che prevede la sorveglianza e la notifica immediata dei casi umani, la sorveglianza entomologica e la sorveglianza su animali (equidi, uccelli migratori e stanziali ed eventualmente altre specie animali). Il Piano individua ogni anno le aree endemiche, dove la sorveglianza viene rafforzata. Sono previste misure di monitoraggio e controllo delle zanzare sia nelle aree pubbliche che in quelle private, utilizzando prodotti larvicidi ed adulticidi ed avvalendosi della collaborazione dei cittadini per quanto riguarda i giardini e terrazzi privati. Attraverso campagne di comunicazione vengono inoltre informati i cittadini sulle misure più appropriate per prevenire le punture di zanzare, quali indossare indumenti a maniche lunghe e pantaloni lunghi, utilizzare repellenti cutanei, soggiornare in ambienti protetti da zanzariere. Per proteggere i cittadini dalle infezioni contratte attraverso trasfusioni di sangue e trapianti di cellule organi e altre sostanze di origine umana, vengono inoltre adottate strette misure preventive sui donatori.

 

  1. Nuova epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo. Si teme nuovamente una diffusione su larga scala del virus. Anche in questo caso, quali sono i piani di prevenzione e sorveglianza del virus sul territorio italiano?

R: In Italia la malattia da virus Ebola è soggetta a notifica obbligatoria immediata in base al DM 15 dicembre 1990. Il Ministero della Salute, attraverso i suoi uffici periferici, effettua una stretta sorveglianza degli operatori che hanno prestato il loro servizio in Repubblica Democratica del Congo al loro rientro in Italia. È previsto, infatti che ogni operatore notifichi in anticipo il suo arrivo, onde essere sottoposto a screening sanitario. Sono inoltre stati individuati i centri, altamente specializzati, dove ricoverare eventuali casi sospetti od accertati, utilizzando misure di massimo biocontenimento, per evitare il rischio di diffusione.

 

  1. Non solo gli agenti eziologici delle malattie sono tenuti sotto sorveglianza ma anche i vettori: si osservano ultimamente in Veneto inaspettate proliferazioni di cimici, e in Puglia di zanzare. Quali sono gli effettivi rischi per la salute della popolazione? Vengono altresì messe in alto quali procedure di disinfestazione?

R: I principali insetti vettori di malattia in Italia sono le zanzare del genere Culex ed Aedes, i flebotomi e le zecche. Sebbene le zanzare possano causare fastidio, soprattutto quelle che pungono prevalentemente di giorno, tanto da avere un effetto deterrente su alcune attività umane (es. soggiornare nei parchi), il rischio per la salute umana è prevalentemente legato alla possibilità che trasmettano infezioni, come ad esempio il virus della Febbre del Nilo occidentale, che è endemico in alcune regioni italiane, oppure i virus Zika, dengue e chikungunya, non presenti in Italia ma che possono essere introdotti da un viaggiatore che si infetta in un altro paese al suo rientro in Italia. I flebotomi possono trasmettere la leishmaniosi che è una malattia causata da un parassita, mentre le zecche possono trasmette diverse infezioni, fra cui l’encefalite virale da zecche. È importante che le persone conoscano questi rischi per poterli prevenire, anche perché, a causa dei cambiamenti climatici e di altri fattori, si stima che i casi di malattie trasmesse da vettori aumenteranno notevolmente nei prossimi anni.

 

  1. La salute dei migranti è uno dei focus principali per chi si occupa di salute globale. Qual è lo stato di salute dei migranti al momento rispetto ad una malattia rilevante come la Tubercolosi? Cosa dicono i dati epidemiologici in merito alla diffusione della malattia?

R: In Italia, come in molti altri Paesi industrializzati, la tubercolosi è una patologia relativamente rara. Il numero dei casi di TBC notificati in Italia mostra una lenta e progressiva diminuzione dell’incidenza passando da 9,5 casi per 100.000 abitanti nel 1995 a 6,5 casi per 100.000 nel 2017 (numero casi segnalati nel 2017: 3.944). Nel periodo 2006-2017, l’analisi della frequenza di casi di TBC notificati a persone nate all’estero rapportata alla popolazione residente straniera  ha fatto osservare un decremento a fronte di una sostanziale stabilità dell’incidenza nel complesso della popolazione generale.

 

Andrea Casale

 

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