#CLIMAESALUTE – SECONDO IL LANCET, SEMPRE PIU’ PERSONE VULNERABILI AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Secondo il recente rapporto Lancet Countdown sulla salute e il cambiamento climatico, sempre più persone sono vulnerabili ai cambiamenti climatici, soprattutto in termini di esposizione al caldo estremo, con effetti sulla produttività, sull’approvvigionamento di cibo e sulla trasmissione di malattie.
Il rapporto analizza attraverso 41 indicatori il legame tra i cambiamenti climatici e la salute, soffermandosi su cinque aree: l’impatto dei cambiamenti climatici, la resilienza per la salute, le azioni di mitigazione, la finanza e l’impegno pubblico.
Si stima che nel 2017, 157 milioni di persone siano state esposte a ondate di calore – un aumento di 18 milioni rispetto al 2016. In Europa sono stati esposti il 42% degli over 65enni, di cui il 43% solo nel Mediterraneo orientale.
Si è osservato inoltre che l’aumento delle temperature ha un impatto diretto sul lavoro, costando globalmente 153 miliardi di ore di lavoro perso nel 2017.
In termini di salute l’impatto dei cambiamenti climatici è notevole e già presente.
L’aumento della frequenza e della durata delle ondate di calore ha conseguenze determinanti sulle malattie trasmesse da vettori quali zanzare, zecche e pulci. Ad esempio la capacità di diffusione stagionale della zanzara Aedes – vettore dei virus Zika, dengue e chikungunya – è aumentata del 7,8% dagli anni ’50 e si prevede un progressivo aumento in linea con le emissioni di gas serra.
In Europa si è osservato anche un incremento di morte premature da malattie non trasmissibili associate all’inquinamento atmosferico – cancro, malattie cardiovascolari e malattie delle vie aree.
Inoltre dopo decenni di miglioramento globale della sicurezza alimentare, il rapporto mostra che i raccolti sono in calo in 30 paesi – tra cui Cuba, Emirati Arabi e Lussemburgo – e in alcune zone la differenza tra la resa effettiva raggiunta e la resa massima delle colture dimostra che gli impatti negativi del cambiamento climatico annullano i miglioramenti tecnologici.
Da considerare sono anche compromissioni dei servizi sanitari causati da eventi meteorologici estremi, tenendo presente che ad oggi la spesa globale per l’adattamento climatico per la salute è al 4,8% – troppo poco per essere in linea con l’Accordo sul clima di Parigi. Nel 2017, infatti i fondi di adattamento per lo sviluppo sono stati 472,82 milioni di dollari e solo il 3,8% è stato destinato all’adattamento sanitario.
Il rapporto mette in evidenza anche alcune tendenze promettenti, come l’aumento del 5,7% tra il 2016 e il 2017 di posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili, ma tali investimenti sono ancora troppo pochi per raggiugere l’obiettivo concordato durante l’Accordo sul clima di Parigi di limitare l’aumento medio della temperatura globale a 1,5°C.
Altra nota positiva è il notevole aumento, tra il 2007 e il 2017, della sensibilizzazione da parte dei media sui temi di salute e cambiamenti climatici, con un aumento di copertura nelle riviste scientifiche del 182%.
Il rapporto Lancet Countdown non è in grado di dire in quale direzione il mondo si stia dirigendo, ma qualsiasi essa sia certamente modellerà il profilo di salute dei paesi per il prossimo secolo.
B.A.

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