#DROGHE – L’ABUSO DI OPPIOIDI IN AFRICA OCCIDENTALE

L’Africa occidentale, come se non avesse già abbastanza sfide a cui far fronte ogni giorno, sta vivendo una sempre più ampia crisi da dipendenza degli oppioidi, come evidenzia il The Economist.

In questa area di terra, dove in alcune zone rurali e nelle periferie delle grandi città non esiste nemmeno un sistema di acqua potabile o di fognatura, gli stupefacenti sono riusciti a giungere e a spargersi in diversi modi e momenti.
Per decenni ad esempio, i narcotrafficanti sudamericani hanno fatto transitare la cocaina dai porti africani, prima di farla arrivare in Europa.
Oppure, durante la guerra civile in Sierra Leone, era d’uso somministrare una miscela di cocaina e di polvere da sparo ai bambini soldato.

Tuttavia, le droghe utilizzate in Europa e Nord America hanno un prezzo non accessibile per la maggior parte degli abitanti.
Per questo motivo, gli antidolorifici a base di oppioidi sono riusciti ad ottenere un sempre più largo bacino di consumatori, soprattutto in Senegal, Mali, Nigeria e Camerun.

Le droghe più utilizzate sono il tramadolo e la codeina. Il Dipartimento di Stato di Washington ha evidenziato che il Benin, un paese di 11 milioni di abitanti, è il principale importatore di tramadolo, prodotto in India, dopo gli Stati Uniti. Questo principio attivo produce un alto stato di vigilanza e resistenza, spesso in grado di non far percepire il dolore e la fame.
Facilmente reperibile nelle farmacie locali che lo vendono in confezioni da 10 compresse a soli 0.30 $, è ampiamente abusato soprattutto tra i poveri lavoratori.
Per capirci, generalmente si prescrive una compressa da 50 milligrammi di tramadolo dopo un’operazione all’anca. Un giovane dell’Africa occidentale può facilmente trovare compresse da 250 milligrammi, fa notare Jeffery Bawa, responsabile per il Sahel dell’Ufficio delle Nazioni Unite sulle droghe e il crimine. Questa sostanza non crea assuefazione come l’eroina, ma causa comunque dipendenza e le crisi di astinenza possono essere acute. L’uso prolungato, inoltre, provoca insufficienza epatica.

I governi africani, nonostante inizino a rendersi conto della situazione, faticano a reagire.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un rafforzamento dei controlli internazionali sul commercio del tramadolo. Senza un piano d’azione, la crisi degli oppioidi in Africa occidentale non può che peggiorare.

 

B.F.

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