#STOPBLEACHING: IL RWANDA METTE AL BANDO LE CREME SBIANCANTI DELLA PELLE

Il governo del Rwanda sta profondendo sforzi in tutto il Paese per rafforzare il divieto di creme cosmetiche schiarenti la pelle.
Il “Paese delle Mille Colline”, insieme al Ministero della Sanità e al Rwanda Food and Drug Authoriy, sta conducendo una campagna contro i prodotti sbiancanti della pelle e i cosmetici di scarsa qualità, in particolar modo quelli a base di idrochinone.

Ghana e Costa d’Avorio avevano già messo al bando questi prodotti nel 2015.

Dopo il divieto annunciato dal Presidente Paul Kagame, gli ufficiali del governo e della polizia stanno ispezionando i mercati nella capitale Kigali e in tutte le province ruandesi alla ricerca dei prodotti vietati.

Il Dr François Uwinkindi, direttore dell’unità responsabile sul cancro del Ministero della Salute, ha dichiarato alla nota agenzia di stampa Reuters che si stanno inoltre “profondendo sforzi per educare la popolazione ad evitare e denunciare questi prodotti illegali”.

Le creme sbiancanti per la pelle sono molto vendute in molti Paesi Africani senza restrizione.
Tra i componenti tossici questi prodotti annoverano il mercurio e l’idrochinone che, come dichiarato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), possono causare danno epatico, ridurre resistenza contro infezioni batteriche e fungine, e provocare ansia, depressione e psicosi.

Secondo una stima dell’OMS pubblicata nel 2011 , le creme schiarenti sono utilizzate dal 25% delle donne in Mali, dal 59% in Togo e dal 77% delle donne in Nigeria.

L’utilizzo delle creme sbiancanti non ha solo un effetto sulla salute di chi ne fa uso ma è un problema che ha profonde radici storiche e culturali.

La redazione di Saluteglobale.it ha chiesto un’opinione a Evelyne Sarah Afaawua, CEO di Nappytalia, impresa italiana pioniera nei prodotti per capelli afro al naturale, che ha dichiarato “L’uso delle creme schiarenti, prima di essere una pratica fisica, è un incatenamento mentale, che prosegue nonostante la schiavitù sia cessata secoli fa. L’uso di queste creme, è un impoverimento della nostra cultura, della nostra autostima, della nostra essenza e bellezza estetica afro al naturale. Sicuramente il divieto di vendita e di commercio, di certe creme è un enorme passo in avanti per la riappropriazione della nostra dignità di donne e uomini neri, ma dobbiamo capire cosa ne comporta mentalmente, culturalmente ma soprattutto rispetto alla nostra identità di afro ed esseri umani per centrare l’obiettivo e poter parlare anche dell’aspetto cancerogeno, salutare e fisico, come sudorazione acida, cancro del sangue e della pelle, malformazione nei feti, ecc.”.

 

A.C.

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