#OMS – LE 10 MINACCE PER LA SALUTE GLOBALE

Il mondo sta affrontando molteplici minacce per la salute globale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato le 10 maggiori minacce per la salute e le strategie su come affrontarle nei prossimi 12 mesi.

L’analisi ha come scopo quello di prevedere i fattori che minacceranno la salute mondiale e dove incanalare gli sforzi e gli investimenti.

“Avere una lista come questa aiuta a guidare la ricerca e l’innovazione ed è un modo per concettualizzare qualcosa di molto complesso”, ha affermato il Dott. Amesh Adalja, del Johns Hopkins Center for Health Security negli Stati Uniti.
Inoltre, è un importante strumento per comprende l’evoluzione dei determinanti della salute.
“Se avessero pubblicato lo stesso studio un secolo fa, ci sarebbe stato un elenco di sole malattie infettive.
Le persone, prima dell’utilizzo dei vaccini, non hanno avuto il lusso di morire di diabete, obesità, cancro e malattie cardiovascolari. I vaccini sono una delle più grandi tecnologie ad aver avuto un impatto sulla salute umana”, ha affermato.

Inquinamento atmosferico

L’inquinamento atmosferico è considerato dall’OMS il maggior rischio ambientale per la salute.
9 persone su 10 respirano aria inquinata ogni giorno.
Gli inquinanti microscopici presenti nell’aria possono penetrare nei sistemi respiratori e circolatori, danneggiando i polmoni, il cuore e il cervello, causando 7 milioni di decessi ogni anno a causa di malattie come cancro, ictus, malattie cardiache e polmonari.
Circa il 90% di questi decessi avviene nei paesi a basso e medio reddito, con elevati volumi di emissioni dall’industria, dai trasporti e dall’agricoltura, nonché dall’inquinamento domestico.
L’OMS stima che tra il 2030 e il 2050 il cambiamento climatico ucciderà altre 250.000 persone, principalmente a causa di malnutrizione, malaria, diarrea e stress da calore.

Pandemia di influenza

Il mondo affronterà un’altra pandemia influenzale – l’unica cosa che non sappiamo è quando colpirà e quanto sarà grave. L’OMS monitora costantemente la circolazione dei virus influenzali per rilevare potenziali ceppi pandemici: 153 istituzioni in 114 paesi sono coinvolte nella sorveglianza e nella risposta globale. Ogni anno, l’OMS raccomanda quali ceppi dovrebbero essere inclusi nel vaccino antinfluenzale per proteggere le persone dall’influenza stagionale. Nel caso in cui un nuovo ceppo influenzale sviluppi un potenziale pandemico, l’OMS ha istituito una partnership unica con tutti i principali attori per garantire un accesso efficace ed equo a diagnosi, vaccini e trattamenti, specialmente nei paesi in via di sviluppo.

Malattie non trasmissibili

Le malattie non trasmissibili (NCDs) come diabete, cancro e malattie cardiovascolari, sono collettivamente responsabili di oltre il 70% dei decessi in tutto il mondo.
Oltre l’85% di questi decessi prematuri si verifica nei paesi a basso e medio reddito. L’aumento di queste malattie è stato determinato da cinque principali fattori di rischio: consumo di tabacco, sedentarietà, abuso di alcol, diete malsane e inquinamento atmosferico. Questi fattori di rischio aggravano anche i problemi di salute mentale. Metà di tutte le malattie mentali inizia in età adolescenziale, ma la maggior parte dei casi passa inosservata e non curata – il suicidio è la seconda causa di morte tra 15-19 anni.

Ambiente vulnerabile

Più di 1.6 miliardi di persone, quasi un quarto della popolazione mondiale, vivono in luoghi dove crisi come la siccità, la carestia o il conflitto armato, rendono difficile se non impossibile l’accesso ai servizi socio-sanitaria. L’OMS si impegna a rafforzare i servizi sanitari, nei paesi vulnerabili, in modo che siano maggiormente in grado di fornire servizi sanitari essenziali come l’immunizzazione, o rispondere all’insorgere di epidemie come il colera.

Resistenza antimicrobica

La resistenza antimicrobica, fenomeno per il quale un batterio risulta resistente all’attività di un farmaco antimicrobico, è una minaccia sempre più crescente a livello globale.
La resistenza ai farmaci per la tubercolosi rappresenta un formidabile ostacolo alla lotta contro una malattia che colpisce circa 10 milioni di persone e causa 1.6 milioni di morti ogni anno. Nel 2017, circa 600.000 casi di tubercolosi erano resistenti alla rifampicina – il farmaco di prima linea più efficace – e l’82% di queste persone aveva la tubercolosi multiresistente.
Un recente rapporto ha avvertito che entro il 2050, 10 milioni di decessi saranno attribuibili a cause direttamente correlate alla resistenza antimicrobica. L’OMS ha riconosciuto che l’azione può essere intrapresa solo su scala globale e sta collaborando con i funzionari governativi dei settori della salute umana e animale per attuare il suo piano d’azione.

Ebola e altri patogeni

Nel 2018, la Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha visto due epidemie di Ebola separate, entrambe diffuse in più di 1 milione di persone. Il secondo focolaio – riconosciuto come il secondo peggiore nella storia – è attivo in una zona di conflitto, rendendo le operazioni di contenzione e cura più difficili.
L’OMS ha pubblicato una watchlist in cui esamina delle malattie infettive prioritarie che possono potenzialmente causare un’emergenza sanitaria pubblica, ma per le quali non esistono trattamenti e vaccini efficaci, come Sars, Mers-Cov, Zika e malattia X – un agente patogeno ancora sconosciuto che potrebbe causare una pandemia.

Sistema di assistenza sanitaria primaria

Molti paesi a basso e medio reddito non dispongono di un’adeguata assistenza sanitaria di base, spesso il primo punto di riferimento per i pazienti. L’OMS si impegna a rafforzare l’assistenza sanitaria di base in molti dei paesi più poveri del mondo.

Esitazione ai vaccini

L’esitazione al vaccino – la riluttanza o il rifiuto di vaccinare – è stata vista come una delle ragioni di un aumento del 30% del numero di casi di morbillo a livello globale. Gli atteggiamenti dei no-vax e i social media che diffondono le disinformazioni hanno incoraggiato lo scetticismo verso i vaccini.
Il Dott.Heidi Larson, Professore di antropologia, scienza del rischio e delle decisioni, presso la London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha affermato che ci è voluto del tempo perché la comunità mondiale della salute riconoscesse la minaccia, sebbene l’OMS abbia iniziato a esaminarla nel 2013.
“In uno scenario di resistenza agli antibiotici, abbiamo bisogno di fiducia nei vaccini più che mai”, ha affermato.

Dengue

La Dengue è una malattia virale trasmessa all’uomo attraverso il morso di zanzare infette, endemica dei climi tropicali. In concomitanza al variare di molti fattori, come il cambiamento climatico, si sta sempre più diffondendo nelle regioni più temperate del mondo. Ora, circa il 40% della popolazione mondiale è a rischio di contrarre questa malattia debilitante, inizialmente simile all’influenza che, nella sua forma più grave, ha un tasso di mortalità del 20%.
La dottoressa Rachel Lowe, esperta di dengue alla London School of Hygiene & Tropical Medicine, ha affermato: “diversi fattori, tra cui i cambiamenti climatici e il movimento umano, hanno permesso alla dengue di diffondersi al di fuori dei tropici verso più zone termiche, compresi paesi con capacità limitata di rispondere”.

HIV

Sono stati compiuti enormi progressi contro l’HIV, in termini di diagnosi precoce, aderenza ai trattamenti e a misure preventive come la profilassi pre-esposizione (PrEP).
Tuttavia, oggi circa 37 milioni di persone nel mondo vivono con l’HIV.
Quasi 1 milione di persone muoiono ogni anno a causa della malattia e un quarto delle persone contagiate non è a conoscenza della diagnosi. 1 su 4 nuove infezioni si verifica tra le ragazze e le giovani donne dell’Africa sub sahariana – un gruppo i cui numeri sono destinati a crescere nei prossimi anni a causa della crescita della popolazione.
Quest’anno, l’OMS lavorerà con i paesi per sostenere l’introduzione dell’auto-test in modo che più persone che vivono con l’HIV conoscano il loro status e possano ricevere un trattamento (o misure preventive nel caso di un risultato negativo del test).

 

B.F.

 

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