#CONFLITTI – SI MUORE DI PIU’ PER MANCANZA D’ACQUA CHE PER I PROIETTILI

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) analizzando i dati sulla mortalità di 16 paesi afflitti da conflitto a lungo termine – tra cui Afghanistan, Iraq, Siria e Yemen – ha evidenziato che, soprattutto tra la popolazione più giovane, tra le prime cause di mortalità c’è il consumo di acqua non sicura, la scarsità di igiene, e l’inesistenza di un sistema fognario adeguato.

I bambini al di sotto dei cinque anni di età, che vivono nelle zone in cui è in corso un conflitto, hanno una probabilità 20 volte maggiore di morire a causa di malattie diarroiche legate all’acqua non sicura, piuttosto che morire di morte violenta a causa della guerra.

Ogni anno, la diarrea legata al consumo di acqua non sicura e mancanza di servizi igienico-sanitari, uccide circa 72.000 bambini sotto i cinque anni di età, mentre la violenza diretta della guerra causa circa 3.400 decessi.

Henrietta Fore, Direttrice Esecutiva di UNICEF, ha affermato che i risultati ottenuti sottolineano la necessità che l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari sia considerato un diritto umano universale, piuttosto che un privilegio.

“Attacchi deliberati sull’acqua e sui servizi igienico-sanitari sono attacchi a bambini vulnerabili. La realtà è che ci sono più bambini che muoiono per mancanza di acqua sicura che per i proiettili. L’acqua è un diritto fondamentale, è una necessità per la vita. “

Il rapporto, nello specifico, confronta i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) su “violenza collettiva” e “malattia diarrea” dal 2014 al 2016 in Afghanistan, Burkina Faso, Camerun, Repubblica centrafricana, Ciad, Repubblica democratica del Congo, Etiopia, Iraq, Libia, Mali, Myanmar, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Siria e Yemen.

“Gli esseri umani possono scappare o ripararsi dalla violenza di proiettili o bombe, ma avranno sempre bisogno di acqua, ad ogni costo – se la gente ha sete, berrà qualsiasi tipo di acqua, anche quella non potabile e contaminata da agenti infettivi. In Yemen si stima che ogni 10 minuti un bambino muore per cause prevenibili, come malnutrizione, colera e diarrea che sono direttamente correlate al consumo di acqua non sicura e a servizi igienico-sanitari inadeguati “, ha affermato il Dott. Omar El Hattab, Direttore Regionale Unicef ​​per l’acqua, l’ambiente e i servizi igienico-sanitari nel Medio Oriente e il Nord Africa.

Oltretutto, la natura del conflitto rende proprio le reti di rifornimento idrico e i sistemi igienico-sanitari bersaglio ad hoc per attaccare indirettamente la popolazione civile. Il bombardamento di un impianto di produzione di acqua, a Hodeida, Yemen, ha privato oltre 1 milione di persone di acqua potabile.

Gli attacchi indiscriminati sui servizi idrici e igienico-sanitari sono un reato all’umanità.
L’accesso a fonti di acqua sicura non è un privilegio, ma un diritto universale. 

B.F.

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