#MALATTIEINFETTIVE – IL MONDO LIMITA L’ATTENZIONE SU MALARIA, TB E HIV

Il Fondo Globale per la lotta contro HIV/AIDS, malaria e tubercolosi, dai primi anni del 2000, contribuisce significativamente all’innovazione, prevenzione, assistenza e cura di tali infezioni.

Tuttavia, a causa del ristagno dei fondi da parte dei donatori, il GF ha dovuto rivedere le proprie priorità e politiche di intervento.
Cambiamenti come aumento del costo dei medicinali e attrezzature o l’adozione di medicinali di qualità non certificata, comporterebbe un serio rischio per le milioni di persone affette da HIV, malaria e tubercolosi, compromettendo anche i risultati ottenuti fino ad ora.
La presenza del Fondo Globale ha da sempre garantito l’assistenza anche nei contesti più difficili. Dimostrando di essere un attore principale nella lotta di malattie che ogni anno colpiscono milioni di persone, il GF sta assicurando la terapia antiretrovirale a 17.5 milioni di persone affette da HIV, la terapia antitubercolare a 5 milioni, e ben 190 milioni di zanzariere trattate per la prevenzione della malaria.

Ma le nuove politiche del cofinanziamento e dell’elegibilità, riducono la potenza di un alleato importante.
Se per alcuni Stati il supporto del GF è garantito a causo del loro PIL ancora basso, i Paesi ad alto-medio reddito saranno esposti ad un ridimensionamento delle opportunità del fondo.
Il rischio maggiore a cui questi Paesi vengono esposti è la decentralizzazione dell’approvvigionamento verso gli enti nazionali, che non riescono ad essere una garanzia per i pazienti attuali e quelli futuri. Fino ad ora, i farmaci e diagnostici procurati e distribuiti con il supporto del GF erano garantiti secondo gli standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS); questa garanzia si perde se i responsabili per i farmaci diventano gli enti nazionali stessi. Infatti l’approvvigionamento nazionale non prevede l’approvazione degli standard richiesti dall’OMS, così farmaci non idonei potranno essere legittimamente procurati ed erogati in queste nazioni, esponendo i pazienti a terapie rischiose.
Tra il 2016 e il 2019, ben 29 Paesi hanno acquistato farmaci di qualità non certificata. La decentralizzazione dell’approvvigionamento di farmaci ha già dimostrato di avere implicazioni negative su chi non riesce ad insinuarsi su un mercato se non supportato da una forte domanda e da un importante finanziatore. Infatti, a fine 2018 è stato registrato che 21 Paesi a medio e basso reddito hanno pagato prezzi più onerosi per farmaci antitubercolari rispetto al prezzo che avrebbero sostenuto se fossero stati aiutati dal Global Fund Facility, il cui supporto è stato necessario al fine di consolidare la domanda e la negoziazione di prezzi più bassi all’interno di un mercato centralizzato.
Oltre alla qualità, un ulteriore problema è rappresentato da un’eventuale irreperibilità dei prodotti medicinali. Durante il bienno 2016-2018, ben 15 Paesi hanno esaurito le cure a disposizione, perchè abbandonati al sistema di approvvigionamento nazionale.

La malaria, la TB e l’HIV rappresentano ancora oggi una delle più grandi sfide di sanità pubblica globale. Sono stati raggiunti traguardi importanti, ora L’attenzione per l’assistenza e la cura di malattie che affliggono milioni di persone non dovrebbe abbassarsi. La Comunità Internazionale dovrebbe avere l’imperativo morale di perseguire gli obiettivi di controllo ed eradicazione di queste malattie, senza permettere negligenze dettate da scelte politico-economiche.

M.L.

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