#WHA72 –ASCOLTIAMO LE VOCI DI COLORO CHE SONO STATI LASCITI INDIETRO

Ginevra, 20 Maggio 2019 – E’ iniziata oggi la 72esima Assemblea Mondiale della Sanità (WHA72), dove il focus primario è la Copertura Sanitaria Universale (UHC).

ll direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus, prima di iniziare il discorso di apertura, ha onorato la memoria dell’epidemiologo camerunense Richard Valery Mouzoko, ucciso il 19 aprile nella Repubblica democratica del Congo, e di tutti i sanitari che hanno perso la vita sul campo.

Prosegue affermando che in questi giorni di assemblea parleremo molto, forse troppo, mentre invece dovremmo imparare ad ascoltare di più: “dobbiamo ascoltare le voci di coloro che non sono qui, quelli che non hanno voce, coloro che sono stati lasciati indietro. Sono loro che siamo qui per servire”.

Il discorso del Direttore Generale è stato intriso di significato, infatti oltre a riportare i numerosi traguardi raggiunti in questo anno, le priorità e gli argomenti urgenti della settimana, ha raccontato storie concrete di vite, di persone, di famiglie in India, Kenya, Grecia.

Tedros afferma che il 2018 è stato un anno incredibile, soprattutto per i progressi verso la copertura sanitaria universale (UHC) e ribadisce che il pilastro dell’UHC resta l’assistenza sanitaria di base (PHC), ricordando la Dichiarazione di Astana, approvata da tutti i 194 Stati membri l’anno scorso.

Una forte assistenza sanitaria di base è infatti la prima linea nella difesa del diritto alla salute, compresi i diritti sessuali e riproduttivi, è il mezzo attraverso il quale i paesi possono prevenire, diagnosticare e curare le malattie non trasmissibili (NCD) e quelle infettive, fermandole in tempo prima che sfocino in epidemie.

Tedros ha poi parlato di vaccini, della nuova iniziativa per eliminare il cancro del collo dell’utero, della lotta alla resistenza antimicrobica, dell’impegno per ridurre il peso globale della mortalità materna e infantile, sviluppando un nuovo Quadro d’azione per l’educazione ostetrica di qualità, della lotta all’eradicazione della Polio, alle malattie non trasmissibili, al tabacco e dei programmi sul miglioramento della qualità dell’aria nelle città.

Il suo discorso si è soffermato sull’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, spiegando che nonostante si stia combattendo con strumenti sempre migliori, non si combatte solo il virus: “Stiamo combattendo l’insicurezza. Stiamo combattendo la violenza. Stiamo combattendo la disinformazione e la sfiducia. E stiamo combattendo la politicizzazione di un’epidemia.” Da gennaio ci sono stati dozzine di attacchi alle strutture sanitarie nel Nord Kivu e ogni attacco interrompe le operazioni.

I prossimi 12 mesi saranno quindi decisivi per la salute globale e le priorità su cui ci si deve soffermare questa settimana e per tutto il prossimo anno sono tre:

  • la salute riguarda la leadership politica, senza la volontà politica non si potrà raggiungere la copertura sanitaria universale.
  • La salute riguarda la partnership, il piano d’azione globale per una vita sana e per il benessere per tutti è un’occasione unica per raggiungere gli obiettivi relativi alla salute negli obiettivi di sviluppo sostenibile.
  • Ma soprattutto la salute riguarda le persone.

“Vi chiedo di ricordare le persone, la tua famiglia e il tuo paese, e ogni famiglia e ogni paese, che saranno influenzati dalle risoluzioni e dalle decisioni che si prenderanno. Le persone ci stanno guardando per ottenere risultati. E le persone ci ritengono i responsabili di questi risultati”.
A. Tedros

di Benedetta Armocida

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