#BATTERI – UNA MELA AL GIORNO TOGLIE DAVVERO IL MEDICO DI TORNO!

“Una mela al giorno toglie il medico di torno” non è solo un caratteristico detto popolare o il consiglio di una nonna premurosa.

Grazie ad un recente studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Microbiology, è stato possibile avvalorare scientificamente il famoso motto – ogni proverbio ha un fondo di verità!

La ricerca ha evidenziato come i batteri naturalmente presenti su una mela o qualsiasi altra frutta o verdura, una volta ingerita, colonizzino l’intestino dell’ospite. Normalmente una mela trasporta circa 100 milioni di batteri, tra i quali ve ne sono di importantissimi per il benessere della flora intestinale umana (il microbioma).

I ricercatori hanno analizzato le diverse parti della mela confrontando quelle di provenienza biologica da quelle convenzionali.  Sebbene i due tipi di mela fossero occupati da un numero simile di batteri, le mele biologiche ospitavano una comunità batterica più diversificata ed equilibrata.
Si ritiene che la varietà nel microbioma umano sia un fattore fondamentale per un intestino sano.

“Le mele appena raccolte e gestite organicamente,  ospitano una comunità batterica significativamente più diversificata, più uniforme e distinta, rispetto a quelle convenzionali. Ci si aspetterebbe che questa varietà ed equilibrio limitino la crescita eccessiva di una qualsiasi altra specie, soprattutto quelle nocive (molti studi precedenti hanno riportato una correlazione negativa tra la numerosità degli agenti patogeni umani e la varietà dei batteri presenti sui  prodotti freschi),” ha affermato il Prof Gabriele Berg della Graz University of Technology. In altre parole, più varia la dieta, meno batteri nocivi si trovano.

La ricerca potrebbe anche rivendicare le persone che affermano di essere in grado di provare la differenza tra prodotti biologici e prodotti ordinari. Un microbo noto come methylobacterium, in grado di aumentare i composti aromatizzati alla fragola, è stato osservato in numero significativamente più abbondante nelle mele biologiche.

Sarebbe davvero opportuno che queste informazioni possano un giorno apparire sulle etichette dei cibi in vendita.
“I profili di microbiomi e antiossidanti dei prodotti freschi potrebbero un giorno diventare informazioni nutrizionali standard, visualizzate insieme a macronutrienti, vitamine e minerali per guidare i consumatori verso scelte consapevoli”, ha affermato il Dott. Birgit Wassermann, della Graz University of Technology e autore principale dello studio.

B.F.

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