#SALUTEAMBIENTALE – INQUINAMENTO ATMOSFERICO, DEPRESSIONE E DISTURBI BIPOLARI

Sappiamo che l’inquinamento atmosferico ha un enorme impatto sulla nostra salute e per alcune patologie, come il cancro ai polmoni e l’ictus, sono già emerse le evidenze scientifiche. Un recente studio ha dimostrato ora l’associazione tra l’inquinamento atmosferico e i disturbi mentali, come la depressione e il disturbo bipolare.

I ricercatori hanno esaminato dati provenienti dagli Stati Uniti e dalla Danimarca. Negli Stati Uniti, sono stati analizzati dati sulla qualità dell’aria, dell’acqua e della terra per ogni contea. Successivamente è stata osservata l’esistenza di una sovrapposizione tra i punti in cui i tassi di inquinamento era intenso e i reclami assicurativi per quattro disturbi psichiatrici – disturbo bipolare, depressione maggiore, disturbo della personalità e schizofrenia. 

Nei risultati è emersa una forte sovrapposizione tra l’inquinamento atmosferico e il disturbo bipolare, scoprendo che le contee con la peggiore qualità dell’aria, come indicato dall’Agenzia per la Protezione Ambientale, presentano un aumento del 27% di disturbo bipolare e del 6% di depressione, rispetto alla media nazionale.

Per replicare i dati statunitensi, i ricercatori hanno collaborato con scienziati danesi al fronte di studiare lo stesso effetto in Danimarca. Anche dai risultati danesi, nonostante venisse esaminato il grado di esposizione all’inquinamento atmosferico durante l’infanzia, emerge un’associazione tra l’inquinamento atmosferico, il disturbo bipolare e la depressione.

Nonostante l’autore della ricerca, il genetista Andrey Rzhetsky dell’Università di Chicago, precisa  che lo studio non dimostra definitivamente che l’inquinamento atmosferico provoca malattie mentali, sottolinea l’esistenza di un rischio aumentato. “Ciò che accade nel cervello è simile a un processo infiammatorio”, afferma Rzhetsky.

Questi risultati si aggiungono alle attuali prove di studi precedenti di un possibile legame tra inquinamento dell’aria e disturbi psichiatrici, come ad esempio la ricerca, pubblicata lo scorso anno da ricercatori di Pechino, secondo la quale l’inalazione di particolato ridurrebbe le capacità cognitive, danneggiando la sostanza bianca nel cervello.

Mentre gli scienziati continuano a cercare l’effettiva correlazione tra l’inquinamento e i problemi di salute mentale, possiamo restare ancorati alla certezza che trascorre del tempo nella natura, lontano da fonti inquinanti, porti forti benefici per la mente.

B.A.

Photo credit: Ami Vitale, Nat Geo Image Collection

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