Non solo COVID-19: Il triplice fronte epidemico in Repubblica Democratica del Congo

Ad inizio giugno 2020 il governo della Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha annunciato che nella provincia di Équateur è attualmente in corso una nuova epidemia del virus Ebola, l’undicesima che il paese si trova a fronteggiare dalla scoperta del virus, che risale al 1976.

L’annuncio giunge durante la fase finale di un precedente focolaio Ebola nella parte orientale del paese, durato quasi due anni e che ha causato 2.280 vittime, come riportano i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Secondo le prime informazioni del Ministero della Salute, a Wangata, comune nella provincia di Équateur, al primo giugno erano stati individuati sei casi di Ebola, di cui già quattro deceduti. Tuttavia, la previsione è che questo dato cresca nelle prossime settimane per l’intensificarsi dell’attività di sorveglianza.

“Questo è un promemoria del fatto che COVID-19 non è l’unica minaccia per la salute “, ha dichiarato il Dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS. Infatti, in un’epoca complessa per le sfide sanitarie globali, in RDC, questo nuovo focolaio Ebola si interseca con altri due: quello di COVID-19 e il più grande focolaio di morbillo del mondo.

La RDC ha riportato in totale 4259 casi di coronavirus, di cui 90 decessi, segnalati soprattutto nella capitale Kinshasa. Tuttavia, il limitato numero di test impedisce di conoscere la reale portata dell’epidemia.

Ma non è tutto. Mentre gran parte dell’attenzione del mondo è rivolta alla lotta contro la pandemia COVID-19, in RDC la situazione sanitaria è aggravata dal morbillo, che continua a colpire silenziosamente un enorme numero di bambini. La risposta all’ondata della malattia è stata infatti inizialmente trascurata, a causa della penultima epidemia di Ebola nella parte orientale del paese. Sono trascorsi mesi prima che l’epidemia di morbillo fosse definitivamente dichiarata nel giugno 2019, con conseguenti ritardi e problemi causati dalla mancanza di coordinamento delle campagne di vaccinazione, a cui si è unita l’assenza di partner di sostegno, molti dei quali si sono concentrati sulla risposta all’Ebola. La campagna di vaccinazione supplementare, destinata a quei bambini che non erano stati raggiunti durante le regolari campagne vaccinali, è stata più volte rinviata prima di avere finalmente luogo alla fine del 2019. Tutti questi fattori hanno contribuito al pesante bilancio epidemico nella RDC, che al momento deve fronteggiare la più letale epidemia di morbillo mai registrata fino ad oggi.

Emmanuel Lampaert, coordinatore delle operazioni di MSF nella RDC dichiara che “alcune aree stanno addirittura registrando un aumento di casi di morbillo e ci sono circa 100 zone sanitarie in cui è necessario intervenire con urgenza […]. Da gennaio sono stati registrati più di 50.000 casi e 600 decessi, e molte zone con un numero crescente di casi e di decessi non sono incluse nell’ultimo piano nazionale di risposta al morbillo”.

Oggi più che mai, la risposta complessiva di lotta al morbillo trova grandi ostacoli ad innestarsi efficacemente in un tessuto sanitario già fragile e ulteriormente messo alla prova dal duplice tentativo di contrasto all’epidemia di COVID-19 ed Ebola.

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