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Immigrazione e sicurezza |
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15 gennaio 2009
Immigrazione e sicurezza: ai medici lasciata libertà di scelta se denunciare o meno i clandestini.
Geraci (Simm): “aberrante”.
Per il presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, Carlo Vizzini, “i medici sono
dei professionisti con maturità e conoscenza tali per decidere se informare o meno l'autorità”. Per
la Società di Medicina delle Migrazioni “così si trasferisce un conflitto politico e sociale tra le
corsie”.
La paura a questo punto è che il rimedio sia peggiore del male. Sembra ormai evidente dal
compromesso emerso dal vertice di maggioranza di martedì scorso, che i due emendamenti
leghisti per ostacolare l'accesso alle cure degli immigrati irregolari siano in parte ridimensionati.
Rimane garantita la gratuità delle prestazioni sanitarie con l'aggravante però di trasferire ai medici
la scelta di denunciare o meno alle autorità il clandestino che si presenta in ospedale. Una scelta
"abberrante" secondo il presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni.
Erano due gli emendamenti dei senatori della Lega Nord che cercavano di limitare l’accesso al
sistema sanitario ai cittadini immigrati irregolarmente presenti.
Uno che sosteneva l’accesso alle cure “previo pagamento della relativa tariffa ovvero delle quote di
compartecipazione alla spesa a parità con i cittadini italiani qualora i richiedenti risultino privi di
risorse economiche. Nel caso in cui la prestazione da erogare sia classificata urgente e non
differibile, il pagamento della tariffa o della quota di compartecipazione è posticipato. In caso di
rifiuto del richiedente alla corresponsione di quanto dovuto ai sensi del presente comma, le
strutture sanitarie ne trasmettono segnalazione all’autorità competente”.
Un secondo emendamento prevedeva l’abolizione del comma 5 dell’articolo 35 del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (“L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in
regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo
i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”).
Dalle dichiarazioni seguite all’incontro di martedì 13 gennaio dei ministri Maroni e Alfano con i
capigruppo della maggioranza ed i presidenti delle Commissioni Giustizia e Affari costituzionali del
Senato è emersa la volontà della Lega Nord di ritirate l’emendamento riguardante il pagamento
delle cure, che quindi rimangono gratuite.
Per il secondo emendamento, il ministro Maroni ha dichiarato all’Ansa la volontà “di modificare la
proposta delle Lega per fare in modo che non ci sia per il medico né il divieto, né l'obbligo di
denunciare lo straniero irregolare, ma bisognoso di cure. In sostanza ad ogni medico verrà lasciata
libertà di scelta”.
Una posizione illustrata ieri dal presidente della Commissione Affari Costituzionali, Carlo Vizzini,
che replicava alle critiche della CEI al pacchetto sicurezza.
“Mi dispiace molto - ha dichiarato Vizzini - l'osservazione della Cei per quanto riguarda la libertà
che viene lasciata al medico di denunciare o meno il clandestino. Così facendo si parte dal
presupposto che in Italia siano tutti mascalzoni. E questo non è vero. Noi, infatti, siamo partiti da
un altro presupposto e cioè che i medici siano dei professionisti che abbiano maturità e conoscenza
tali per decidere se informare o meno l'autorità della presenza di uno straniero irregolare. Capisco
che la discrezionalità porti sempre al sospetto, ma ormai siamo nel Terzo Millennio e questi
pregiudizi si devono superare”.
La volontà della maggioranza è comunque quella di abolire la norma per cui l’irregolarità del
paziente non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità.
Una posizione che preoccupa non poco i medici. Salvatore Geraci, presidente della Società Italiana
di Medicina delle Migrazioni (Simm), ha dichiarato a ImmigrazioneOggi che “se confermata, questa
notizia è aberrante”.
La Simm ha promosso negli scorsi mesi un appello contro i due emendamenti della Lega al quale
hanno aderito migliaia di medici ed operatori sanitari, compresi i più importanti sindacati ed
associazioni di categoria. Secondo Geraci “in questo modo si trasferisce un conflitto politico e
sociale tra le corsie, negli ospedali, tra gli operatori mentre rimangono tutte le considerazioni di
sanità pubblica fatte finora: allontanamento per paura, clandestinità sanitaria, peggioramento delle
condizioni di salute, aumento dei costi, rischio di trasmissioni di malattie”.
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in evidenza
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Il 14 marzo 2009 si e' svolta l’assemblea dei soci dell’Osservatorio italiano sulla salute globale (OISG). All’ordine del giorno vi erano numerosi argomenti, che hanno suscitato uno scambio approfondito e una interessante discussione, e il rinnovo del consiglio direttivo, con l’elezione di: Adriano Cattaneo (presidente), Nicoletta Dentico (vice presidente), Sunil Deepak (tesoriere), Patrizia Di Caccamo (segretaria), Pirous Fateh-Moghadam.
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Emergenza Gaza
14 January 2009, 1700 hours
“What I saw today was shocking. It is unacceptable to see so many wounded people. Their lives must be spared and the security of those who care for them guaranteed.”
- Jakob Kellenberger, President of the ICRC, during a visit to the Gaza Strip on 13 January
The Israeli military operation has entered its nineteenth day. Israeli air, sea and ground forces continue to surround populated areas of the Gaza Strip, and the Gaza and North Gaza Governorates remain isolated from the rest of the territory. The humanitarian crisis is intensifying and the number of Palestinian civilian casualties is increasing. |
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From Medical Aid for Palestinians www.map-uk.org
Al Quds Al Awda hospital are surrounded by Israeli military – and that no one is allowed to enter or exit the hospitals. Al Quds hospital is said to have been like this since 3 am this morning. Ibrahim at the European Hospital has stated that the situation there has been like this since 9:30pm last night and that the Israeli military are using white phosphorus in the area surrounding the hospital. In addition to not letting anyone enter or leave the hospitals, people in the surrounding area of the hospitals are not allowed to leave their homes.
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On 13 Jan Israeli missiles destroyed the PHC clinic (for maternal and child health) of the Near East Council of Churches in Al-Shuja’ia area.
MSF Spain in Jerusalem and MSF Belgium in Rafah still waiting to enter Gaza.
According to the Palestinian Ministry of Health (MoH) on 14 January, at least 1011 people have been killed since 27 December, including at least 85 women and 311 children. 4650 Palestinians have been injured, including 1552 children and 652 women.
Since 27 December 2008, 13 health personnel have been killed and 22 health personnel have been injured while on duty according to reports from the health information centre of the MoH in Gaza.
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