ANZIANI: LE VITTIME DIMENTICATE NEL DISASTRO UMANITARIO UCRAINO

Con il miglioramento dell’aspettativa di vita e il rapido invecchiamento della popolazione negli ultimi decenni, quando si verifica una crisi umanitaria, un più ampio gruppo di persone anziane, rispetto ai decenni precedenti, potrebbe esserne colpito sproporzionatamente. Sebbene gli anziani siano stati riconosciuti come gruppo vulnerabile nelle crisi umanitarie, tradizionalmente non sono stati considerati una priorità nell’assistenza umanitaria. Le linee guida internazionali prendono in considerazione gli anziani ed esistono raccomandazioni specifiche sull’inclusione di questa popolazione nelle crisi umanitarie; tuttavia, la loro concreta applicabilità nel mondo reale rimane limitata.

Nel febbraio 2022, la Russia ha iniziato un’invasione militare in Ucraina, con un’importante escalation del conflitto iniziato nell’Ucraina orientale nel 2014. Secondo l’ufficio regionale dell’OMS-Europa, al 14 marzo, sono stati segnalati almeno 636 morti tra i civili, compresi 46 bambini, e 1125 feriti, con più di 31 segnalazioni di attacchi a strutture sanitarie e più di 3 milioni di persone in fuga dalla guerra. La crisi ucraina si sta sviluppando rapidamente, causando una grave interruzione dei servizi sanitari in un paese già alle prese con la pandemia da COVID-19, una bassa copertura di vaccinazioni anti-Covid (34%), e un importante fardello di malattie non trasmissibili responsabili del 91% dei decessi totali. Circa il 24% della popolazione ucraina è di età pari o superiore ai 60 anni, e questa fetta di popolazione subisce le conseguenze più gravi delle emergenze umanitarie. Ciò è stato affermato anche da diversi studi condotti nell’Ucraina orientale dall’inizio della guerra in quella stessa area (2014), dove circa il 70% degli anziani che vivono in zone colpite dal conflitto hanno almeno una malattia cronica, incluso un grave disagio psicologico, con una prevalenza che va dal 33% al 42%, e dove circa il 60% è diventato uno sfollato interno.

Esistono specifiche sfide e ostacoli che colpiscono la popolazione anziana in contesti umanitari, compresa la difficoltà nell’accesso al cibo, all’acqua potabile e ai servizi sanitari; le comorbilità e una maggiore suscettibilità a una salute sub-ottimale, alla malnutrizione, alle disabilità e ai traumatismi; un maggiore rischio di discriminazione e violenza, in particolare per le persone con disabilità; una gestione inappropriata delle patologie croniche; uno status socioeconomico legato a una dipendenza finanziaria ed una emarginazione socio-economica; pochi professionisti umanitari con una competenza specifica sui bisogni sanitari degli anziani; scarsità di farmaci e tecnologie assistive con una conseguente interruzione delle cure e dell’assistenza; difficoltà di spostamento e nella migrazione con la conseguenza di rimanere intrappolati dove si è; e il costo delle cure. Inoltre, gli effetti della pandemia da COVID-19 potrebbero essere particolarmente amplificati nella popolazione anziana, a causa delle difficoltà nell’attuare le misure preventive volte a limitare la diffusione dell’infezione (come l’isolamento e la quarantena). La marginalizzazione degli anziani nelle crisi umanitarie non è una novità. Una recente raccolta dati basata su interviste di HelpAge in Ucraina ha mostrato che il 34% degli anziani ha attualmente un bisogno urgente di farmaci per le proprie malattie croniche, e che il 99% degli anziani non vuole lasciare la propria casa. Allo stesso modo, gli anziani che riescono ad attraversare il confine hanno bisogno di assistenza urgente, che i paesi ospitanti dovrebbero essere pronti a garantire. Difatti ad esempio, circa 230.000 rifugiati hanno attraversato il confine tra Ucraina e Moldavia e sono stati allestiti 98 rifugi dove si sono stabiliti molti degli anziani più a rischio. Una recente raccolta dati basata su interviste di HelpAge in Ucraina ha mostrato che il 34% degli anziani ha attualmente bisogno urgente di farmaci per le proprie malattie croniche, e che il 99% degli anziani non vuole lasciare la propria casa.

Affrontare i bisogni degli anziani deve essere considerato un compito centrale nella risposta umanitaria durante le crisi di emergenza, e in particolare nell’attuale guerra ucraina, sia per gli anziani che stanno migrando sia per quelli che rimangono nel paese. Gli anziani rappresentano un pilastro fondamentale per la comunità attraverso la condivisione di valori, ricordi, cultura e solidarietà. Come riportato nel piano “Decade of Healthy Ageing 2020-2030”, e come attualmente dimostrato nella guerra in Ucraina, durante le crisi umanitarie i sistemi sanitari devono: (1) garantire una preparazione, una risposta e una ripresa dalle emergenze inclusiva di tutte le fasce d’età; (2) implementare un’assistenza integrata per gli anziani, compresa l’assistenza sociale e il sostegno della comunità; (3) formare il personale sanitario sui bisogni sanitari specifici degli anziani; e (5) fornire accesso all’assistenza a lungo termine.

Infine, in linea con i principi dell’azione umanitaria – umanità e imparzialità – tutte le persone hanno uguale valore e dignità, e, sostenendo il concetto di non lasciare nessuno indietro e l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile di garantire vite sane e promuovere la salute e il benessere per tutti a tutte le età, la resilienza, i punti di forza e la potenzialità degli anziani dovrebbero essere promossi in contesti umanitari.

Dal Commento pubblicato su Lancet Public Health,
di Benedetta Armocida, Silvia Ussai, Maksym Pavlovych, Martina Valente, Eduardo Missoni, Marco Pistis, Baldassare Lauria, Flavia Bustreo, Graziano Onder

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